Le origini della comunità di Campipani risalgono al 1336, quando i monaci del convento di San Bartolomeo di Vicenza concessero in affitto i propri possedimenti locali a tredici famiglie di coloni tedeschi.
La quotidiana convivenza con i religiosi favorì nei lavoratori lo sviluppo di una profonda sensibilità spirituale: accanto al culto per il patrono San Bartolomeo, si radicò così una forte devozione verso la Vergine del Rosario e della Neve.
Nel piccolo complesso rurale edificato dai religiosi, un locale fu adibito a chiesetta. Il sacro spazio ospitava sull’altare una graziosa effigie lignea della Madonna del Rosario, impreziosita da vestiti in stoffa e, ai piedi di questo, una pala d’altare che illustrava il miracolo della Madonna della Neve.
Negli ultimi tempi della Repubblica di Venezia, il convento fu soppresso e i suoi beni incamerati dal demanio, per poi essere acquistati a modica cifra da privati locali che li trasformarono in abitazioni civili. Lo smantellamento definitivo dell’antica chiesetta avvenne solo dopo il 1915, quando era già stato inaugurato un nuovo e più ampio luogo di culto. Fu proprio il forte legame della popolazione a far sì che il nuovo edificio venisse intitolato alla Madonna della Neve, preservando la devozione originaria nonostante la statua principale raffigurasse la Madonna del Rosario.
