L’acqua – Un bene prezioso

L’acqua, un bene prezioso, ieri come oggi.

Con le comodità di oggi, a queste cose non ci si pensa più.

Campipiani, è formata da due gruppi di case: Campipiani di Sopra e Campipiani di Sotto.

La prima, costruita su un enorme cumulo basaltico di un vulcano spentosi dai 20 ai 15 milioni di anni fa; la seconda in zona carsica.

I detriti lavici di quel vulcano, paragonabili ad un’enorme spugna, assorbono e trattengono l’acqua, la filtrano, la arricchiscono di minerali e la rilasciano lentamente. Nel sottosuolo il basalto alterato e le ceneri vulcaniche compattate creano uno strato argilloso impermeabile, spesso inclinato; l’acqua che scende è costretta a scorrerci sopra per uscire quando trova una fessura sul pendio della collina.

A sud di Campipiani di Sopra vi sono più punti con queste caratteristiche. Il punto più in alto è ad un centinaio di metri dalle abitazioni e ha favorito la nascita stessa della contrà. In quel luogo è stata costruita una fontana con l’acqua che scorreva in continuazione da una prima vasca (per l’abbeveratoio degli animali) alla seconda (dove le donne potevano lavare i panni).

Ricostruzione ottenuta mediante colorazione di una fotografia in bianco e nero raffigurante la fontana di Campipiani di Sopra.

Per Campipiani di Sotto, zona carsica, la situazione era decisamente più problematica, niente acqua. La pioggia si disperdeva immediatamente nel sottosuolo a causa del fatto che la roccia calcarea, ricca di fessurazioni, lascia l’acqua penetrare in profondità, dove tra cunicoli e grotte se ne và.

Visto le difficoltà, fu costruita una seconda fontana (attualmente visibile a sud di Campipiani di Sotto) alimentata dalla sorgente della fontana di Campipiani di Sopra tramite un lungo tubo metallico. Anche gli abitanti di Campipiani di Sotto ora potevano finalmente rifornirsi senza difficoltà ad un centinaio di metri dalle case.
E prima delle fontane?

Prima di ciò, i poveretti dovevano attingere l’acqua da un pozzo, scomodo, che capta l’acqua di una sorgente nel sottosuolo situato a confine tra la zona vulcanica e quella carsica. Forniva buona acqua ma non paragonabile alla sorgente di cui sopra.

La sorgente stessa era arcinota agli abitanti, il terreno da cui scaturiva era di proprietà Crosara. Tra le due fazioni fu preso un accordo e così gli abitanti della contrà Campipiani di Sotto, quasi tutti Xotta, ebbero la possibilità di scavare e costruire un capolavoro ingegneristico tutt’ora visibile.

Pozzo di Campipiani, a metà strada tra le due contrade.


Era presente un ulteriore pozzo, a Sud della contrà, di dimensioni più contenute e di proprietà privata e forniva acqua piovana infiltrata nel sottosuolo solo ai proprietari di quest’ultimo.

Una curiosità. A quanto pare, a contatto con il pozzo, vi è una seconda vasca ancora più grande e dalle stesse caratteristiche, (tecnica del muretto a secco), sepolta oltre, al di là, e comunicante tramite le fessure delle pareti dei due. Questo è confermato da una fatalità. Nel decennio 1970 – ‘80, a Campipiani di Sopra prese fuoco una ‘tesa’, il fuoco stava per propagarsi tutt’attorno. Quando arrivarono i vigili del fuoco, finita l’acqua delle loro cisterne iniziarono ad attingere dal pozzo. Quando si affacciarono all’imbocco visto le dimensioni si aspettavano di svuotarlo con un solo carico, ma si resero conto ben presto della sorpresa: benché risucchiassero acqua con le loro potenti pompe, il pozzo continuava a fornire acqua. Era la seconda vasca, nascosta agli occhi, a contribuire al “miracolo”.